Giuseppe Amato nasce a Palermo da Alfredo e Michela Marzilla. Sebbene mantenendo sempre un contatto con la città natale cresce e studia ad Enna che, di fatto diviene la sua città. Terminati gli studi liceali si specializza in Geografia umana. Da sempre si è appassionato ai temi ambientali nel 1982 si iscrive alla neonata Legambiente. In questa associazione ha rivestito ruoli diversi da Funzionario nazionale e responsabile delle grandi campagne Goletta Verde e Treno Verde, a consigliere nazionale, e dirigente regionale. Oggi è il responsabile regionale per le risorse idriche. Nel 2004 inizia ad interessarsi direttamente dell’appena costituito Rocca di Cerere Geopark, diviene rappresentante dello stesso in seno al Coordination Commitee dell’European Geopark Network e rivestirà anche il ruolo di “valutatore internazionale” per lo stesso organismo. Oggi è il Coordinatore Scientifico del Geopark che, dal 2015 è definitivamente entrato a fare parte del Programma Geopark dell’UNESCO. Lavora come consulente ambientale ed ha realizzato quale progettista diversi centri di interpretazione ambientale e musei tradizionali e multimediali, parchi urbani e sistemi di gestione ed interpretazione delle riserve e dei parchi. Saggista, ha al suo attivo diverse pubblicazioni. Ha rivestito cariche nelle pubbliche amministrazioni provinciali e comunali ed è stato presidente del GAL locale.


Le pubblucazioni di Peppe

 

Introduzione alla natura della Sicilia – per le scuole medie superiori

di Salvatore Termine. Un parco nazionale o regionale, un’area protetta rappresentano oggi un nuovo approccio con le bellezze naturali, con il paesaggio e con il territorio: non più abbandono e degrado ma utilizzo lungimirante di risorse, spesso limitate e non ripetibili, attraverso efficienti strumenti di pianificazione ambientale e paesisistica. Insomma, un’opportunità di sviluppo sostenibile e durevole che offre possibilità di crescita socio-economica alle comunità locali interessate e lavoro innovativo per le nuove generazioni. Agricoltura compatibile, turismo, recupero dei centri storici, artigianato, prodotti genuini e di qualità queste sono alcune delle attività che si schiudono alle popolazioni inserite all’interno o ai limiti delle aree protette. L’Amministrazione provinciale di Enna, per questa ragione, ha promosso nelle scuole un corso di educazione ambientale per far conoscere e comprendere l’enorme patrimonio naturale e culturale delle aree protette presenti nel territorio provinciale e regionale alfine di sostenere, nel prosieguo, la loro gestione relativamente ai bisogni delle realtà locali oltreché alla sostenibilità con l’ambiente e le economie stesse ed avere, altresì, una migliore consapevolezza fruitiva. L’informazione, la formazione e l’educazione ambientale sono gli strumenti di principale supporto alle strategie di intervento in campo ambientale e suscitano un crescente interesse nei diversi soggetti, primi fra tutti le Amministrazioni locali. II rapporto tra istituzioni, scuola e comunità locali, tra società civile, mondo del lavoro, imprenditoria e società politico-amministrativa viene man mano rafforzandosi, ritenendolo indispensabile al governo del territorio, alla tutela e alla fruizione delle risorse ambientali in un contesto attuativo caratterizzato dal consenso e dalla partecipazione reale dei cittadini. La realizzazione, quindi, di un sistema aperto, capace di suscitare nei protagonisti dello sviluppo locale contributi critici e, nel contempo, attento all’innovazione, alla comunicazione e agli aspetti informativi; in sintesi, la creazione di nuovi processi di crescita economica in stretta relazione alla qualità della vita e ad un modello culturale di riferimento caratterizzato da un apprendimento educativo permanente che non si esaurisce nell ‘esperienza scolastica.

Itinerario dei Siti Turistici nel territorio del PAL Rocca di Cerere
Guida al Castello di Lombardia – Rocca di Cerere Geopark

La guida al Castello di Lombardia di Enna è stata realizzata a cura della Società consortile Rocca di Cerere nel 2009 con la collaborazione della Soprintendenza Beni culturali e Ambientali e dal comune di Enna.  La ricerca scientifica è stata curata da Giuseppe Maria Amato. Traduzioni di Mariella Adamo e Simona Mantegna.

Solphopolis – Una proposta di valorizazione del paesaggio geominerario ennese

di Giuseppe Colajanni. La realizzazione di una guida al patrimonio paesaggistico ed in particolare a quegli aspetti del paesaggio così intensamente legati alla geologia, rappresenta per il territorio dell ennese un ulteriore passo verso la ricostruzione di una identità locale, verso il riconoscimento di un “genius loci” che è stato da sempre legato alla essenza minerale di questa Sicilia. Questa parte dell’isola, a prima vista fatta quasi esclusivamente di latifondi cerealicoli ma, se guardata con attenzione, anzi, come diceva Sciascia, con tempo ed intelligenza, tradisce una complessità incredibile. In essa si scoprono tante “Sicilie”: una Sicilia dello zolfo, antica di millenni; una Sicilia la cui architettura si è letteralmente declinata “a levare”, facendo della roccia viva la sua materia prima, realizzando in essa strutture arditissime e complicate, capaci di essere adattate alle loro complesse civiltà che nel tempo in questa Sicilia trovarono asilo; una Sicilia del sale, sia il prezioso salgemma, conteso nei secoli, che i potassici di modernissimo e strategico uso. Questo territorio, apparentemente poco omogeneo, ma in realtà strutturatosi in ragione della permanenza in esso di una vasta isola culturale di discendenza sicula, capace di passare nel tempo attraverso la lunghissima serie delle dominazioni, degli eserciti, delle guerre e dei cambiamenti, guardato partendo appunto dal suo aspetto “di pietra”, assume connotazioni di tale peculiarità da divenire un unico, affascinante scrigno di straordinarietà. In difesa di esso, nell’ottica della sua valorizzazione, gli ufici si sono adoperati coinvolgendo tutte le esperienze che in tal senso il territorio può esprimere e puntando verso obiettivi che travalicano l’ordinarietà amministrativa e divengono la straordinarietà che punta alla “normalità” di un “paese normale”.