Stefano Corrado Castagna nasce a Enna il 16.1.1957, è autore di: Un libro autobiografico dal titolo “La lunga notte della luce”; Un romanzo inedito dal titolo “Da un sorriso” che affronta il tema dei senza tetto e della solitudine; Tre novelle inedite: “La telefonata” – “Il viale del clamore” – “Una mano sul cuore”;911 poesie inedite.

 


I Libri di Corrado

 

La lunga notte della luce

di Antonio Giuliana. Un uomo tranquillo, con una vita tranquilla, un lavoro, una famiglia sana, una sicurezza economica, insomma, una vita normale che scorre serena. Ma questa normalità viene interrotta da una sordità improvvisa all’orecchio destro, un sintomo che dà inizio ad un percorso nuovo, una via che né l’autore né altri vorrebbero mai imboccare. É la storia che ci viene raccontata in questo lavoro, quella di un uomo che vede sconvolta la sua vita dalla malattia. Inizia per lui quello che è l’iter che si percorre in questi casi, ospedale, analisi, esami particolari e quello che sembrava una perdita di udito leggera, che già di per sé è una cosa seria, diventa l’inizio di un incubo. Una tac mostra la presenza di una zona cerebrale dove c’è un problema, ma non ne chiarisce la natura. C’è bisogno di una risonanza magnetica che mostrerà in tutta la sua drammaticità la presenza di una malformazione vascolare in tensione, pronta ad esplodere come una bomba dentro il suo cervello. Bisogna operare e quindi decidere dove e da chi essere operato. Milano e l’ospedale S. Raffaele sono la meta. Certamente le ansie e le preoccupazioni erano cominciate prima, ma è a Milano che l’autore prende veramente coscienza della sua malattia, della sua drammaticità, è proprio a Milano che entra, per la prima volta nella sua vita, a contatto con la sofferenza, non solo la sua ma anche quella degli altri. É a Milano che forse scopre, per la prima volta, l’assurdità del vivere quotidiano, le meschinità degli individualismi e le piccolezze di cui sono intessuti a volte i rapporti umani ma scopre anche o forse ne ha solo conferma, la profondità degli affetti familiari, il volto umano della vita, fatto di solidarietà, dedizione, amore verso l’altro, anche se vissuto nella sofferenza. Nuovi esami confermano la natura del suo male e quindi bisogna operare ed è nel racconto di questa attesa, dell’intervento appunto, che l’autore ci fa sentire sulla pelle tutto il suo dramma, non solo fisico ma e soprattutto psicologico. Fortunatamente l’intervento va benissimo, una luce si accende nel suo cuore, la speranza di un domani ancora sereno, con la sua famiglia, la moglie che gli è stata vicino, i suoi figli, che gli mancano tanto e che vorrebbe riabbracciare al più presto. Il ricordo delle notti angosciose passate in ospedale è già lontano ma come dice lui stesso nel libro, non può cancellarlo come un ricordo qualsiasi. Il ritorno a casa è come un ritorno alla vita, ci sono i suoi figli, la sua casa gli sembra più luminosa che mai, è circondato da affetto, riceve decine di telefonate da amici, insomma si sente di nuovo vivo. Tutto sembra procedere regolarmente quando un gonfiore all’addome, là dove c’è la ferita chirurgica, comincia ad evidenziarsi e nello stesso tempo comincia ad avere strani dolori alla spalla. Consultato un amico chirurgo, questi intuisce di cosa si possa trattare: forse la parte terminale del catetere, inserito durante l’intervento, è uscito dal peritoneo. Ecco che è necessario tornare a Milano, ci torna, subisce un nuovo ricovero ed un nuovo intervento ma non passa che solamente un mese che si presenta un altro problema: la valvola è bloccata, comincia ad insinuarsi in lui la convinzione di essersi infilato in un tunnel da cui crede di non potere più uscire, convinzione che diventa quasi certezza quando dovrà subire un ulteriore intervento. Ed ecco che adesso l’autore, oserei dire, si spoglia di tante censure, e sfoga sulla pagina il suo bisogno di raccontare sì, ma anche e soprattutto di raccontarsi. Comincia in lui un meccanismo psicologico che si potrebbe definire un dialogo interiore ma è un dialogo che paralizza, che lo porta alla depressione, alla chiusura in sé, chiusura che reputa necessaria per sentirsi veramente libero di dare sfogo alla sua tristezza interiore e, nel timore che gli altri non capiscano, sceglie l’isolamento. Il presente per lui diventa luogo di decifrazione del passato, è un passato che fa soffrire, il passato ed il futuro sono i luoghi in cui si dibatte, la sua esperienza lo ha reso un uomo nuovo ma è un uomo nuovo che stenta a formarsi all’ombra del passato. L’ultima parte del libro può definirsi inquietante per quella sorta di addio alla vita che vi si legge ma una luce si accende improvvisamente, ed è quella che io definirei come ribellione all’isolamento che scatta nell’autore e che si manifesta con la richiesta di aiuto all’amico psicologo. É una molla che scatta non tanto pensando al sé ma piuttosto pensando ai suoi affetti più cari, che poi, in fondo, sono la sua vita. Un libro che vuol essere un messaggio preciso all’umanità, cioè quello di non aspettare la propria sofferenza per capire quella degli altri, un appello alla non indifferenza, che è l’atteggiamento dell’uomo verso la sofferenza dell’altro, una sofferenza che non ci appartiene perché non è la nostra sofferenza. Altro aspetto da considerare la denuncia di un atteggiamento culturale verso il disagio psicologico, che costringe all’isolamento perché non capito e dal quale bisogna uscire, essendo il disagio psichico una condizione di cui non vergognarsi, da cui non bisogna nascondersi, di cui bisogna parlare anche se il mondo che ci circonda è sordo. Il racconto della sofferenza dell’autore è, in fondo, il racconto della sofferenza umana, il racconto di ciò che ogni uomo minato dalla malattia è costretto a vivere, è insomma, il racconto di come un uomo possa, a volte, essere cambiato dalla malattia non solo nel soma, ma soprattutto nell’anima.

 

Riflessioni… racconti novelle poesie


Bibliografia

 

Opere premiate di narrativa: La lunga notte della luce, Terzo classificato nella IV Edizione del Premio Nazionale “Città di Salerno” indetto dall’Associazione Culturale La Tavolozza di Salerno nell’anno 2003; Da un sorriso, Primo Premio nel Concorso di Poesie “Versi di Cuore” – II Edizione – indetto dall’Associazione Auxilium O.n.l.u,s. di Palermo nell’anno 2008.

Poesia 23 Un errore, un fatale errore Seconda classificata nel Concorso Internazionale “Sognando d’Arte” indetto nell’anno 2002 dall’Associazione Culturale La Tavolozza di Salerno; 70 Viva Maria!  Lirica vincitrice e Riconoscimento Speciale della Giuria del Premio Nazionale di Poesia Religiosa “San Massimiliano M. Kolbe” indetto nell’anno 2004 dall’Associazione Culturale Kolbe Onlus di Lecce; 72 Sotto la croce Lirica vincitrice del Premio Nazionale di Poesia Religiosa “San Massimiliano M. Kolbe” indetto nell’anno 2004 dall’Associazione Culturale Kolbe Onlus di Lecce; 98 La chiesa di Montesalvo Premio Speciale “Essere Chiesa” nel Premio Nazionale di Poesia Religiosa “San Biagio” indetto nell’anno 2005 dalla Parrocchia San Biagio di Caltanissetta; 128 Piccolo Tommy Seconda classificata nel 2° Festival Nazionale di Poesia indetto nell’anno 2006 dal Club “Arcobaleno” di Fleri – Zafferana Etnea (CT). 145 Perderò il contatto 1° Posto per la migliore recitazione nel 3° Festival Nazionale di Poesia indetto nell’anno 2007 dal Club “Arcobaleno” di Fleri – Zafferana Etnea (CT). 276 L’Aquila con le ali piegate Lirica vincitrice del Premio Nazionale di Poesia, Narrativa e Composizione Teatrale “Parole d’Autore” indetto nell’anno 2009 dall’Associazione Culturale “La Tavolozza” di Salerno.