Alessandra Cremona è nata ad Enna ma nel corso della sua vita ha girato e ha vissuto in più città e per un periodo anche a Palermo, mentre negli anni del liceo è stata a Bagheria. Per lavoro si è trasferita prima a Ferrara e poi a Treviso e da undici anni ha fatto ritorno in Sicilia, dove insegna storia e filosofia al liceo classico Francesco Scaduto. È sposata ed ha una figlia. Negli anni ha partecipato a concorsi di poesia e alcuni componimenti sono stati inseriti in diverse antologie. Sin da quando era bambina si è dedicata con amore e passione alla scrittura. Dopo tanti anni in cui questo romanzo è rimasto chiuso in un cassetto, l’autrice ha deciso di pubblicarlo per comunicare agli altri i suoi pensieri e le sue emozioni.


Il libro di Alessandra

 

Leggi libroLa valigia, la panchina e l’altrove

La valigia, la panchina e l’Altrove racconta la storia di un uomo dal passato irrequieto che vive la sua vita ponendosi tantissime domande ma trovando pochissime risposte. Samuele nasce e vive a Bologna, città che però lascia molto presto spinto dalla voglia di viaggiare e di conoscere nuove realtà. II suo primo viaggio, a seguito di uno dei suoi eroi adolescenziali, lo condurrà in autostop a Dublino. Poco dopo però le strade dei due giovani si divideranno e Samuele continuerà il suo viaggio alla ricerca di sé stesso arrivando in estremo Oriente. Il ritorno a Bologna, nella sua città natale e nella sua casa, ormai vuota, non durerà per molto tempo e per puro caso, senza sapere neanche bene dove si trovi, il protagonista arriverà a Calascibetta, paese dell ‘entroterra siciliano. È qui che la vita di questo uomo cambierà completamente; infatti, farà la scelta bizzarra di vivere come barbone. Attraverso questa storia l’autrice parla al cuore di tutti noi, le domande di Samuele sono le domande di tutti gli uomini e le risposte che ci diamo non sono sempre esaustive. Le scelte del protagonista sembrano a volte contro corrente e non sempre condivisibili ma cosa può essere definito normale? L’essere umano crede di essere libero ma questo racconto spinge a chiederci quanto in effetti lo siamo e quanto invece siamo legati al nostro concetto di normalità e ai nostri pregiudizi.