Aldo Domenico Giuseppe Ferrara nasce a Palermo nel 1947. Nel 1971 si Laurea a Milano in Medicina e Chirurgia. Da lì inizia l’attività professionale e scientifica: Specialista in Malattie Respiratorie (1974), in Fisiopatologia Respiratoria (1980), dal 1986 è Professore di Ruolo di Malattie Respiratorie nell’Università di Siena. Dal 1974 al 1975 ha lavorato presso la Tufts University di Boston (Mass.) e dal 1981 al 1982 al Karolinska Institutet. È Autore di 245 tra pubblicazioni, Trattati e Monografie, dedicate in massima parte alle broncopatie croniche ostruttive ed all’asma; alle malattie polmonari sociali ed alla sicurezza stradale. Parallelamente si è impegnato anche in attività pubbliche: Consulente Scientifico del Ministro della Sanità per i problemi dell’Inquinamento Atmosferico (1981 – 1983); Consigliere della Zona 1 Centro Storico di Milano (1985-1990); Consulente della RAI, curando per dieci anni la Trasmissione di Medicina “Punto DOC”; Consulente dei Vigili Urbani di Roma, (OSPOL, ARVU, S.U.L.P.L.) per la salute respiratoria, sviluppando metodiche di prevenzione attiva; Coordinatore Scientifico dell’European Research Group on Automotive Medicine. Comunque rimane legato al territorio di origine, l’Ennese, dove da giovanissimo è stato (dal 1964 al 1966) Segretario dei Giovani del PLI, voluto dall’On. Cannizzo. L’impegno politico continua anche nel 1999 dove si ritrova Candidato alle Elezioni per il PE (Collegio V Sicilia-Sardegna) nelle file dei Verdi.

 


I Libri di Aldo

 

salute e ambiente – diritti feriti

di Aldo Ferrara. Questo pamphlet ha lo scopo di indirizzare la pubblica opinione e le generazione future circa i diritti essenziali che, malgrado l’evoluzione democratica del nostro Paese, restano scritti nella Carta di Aldo Ferrara. Costituzionale ma ancora incompiuti. Un compito complesso e difficile da portare a compimento, forse in controtendenza malgrado gli sforzi di singoli, Associazioni o gruppi organizzati come il Comitato Nazionale “Stefano Rodotà” Beni Comuni. Far maturare coscienza ai cittadini delle tante realtà comuni che costituiscono patrimonio ineludibile della nostra società, che sono possesso di tutti e non di pochi, che sono indispensabili per il futuro stesso della Società in cui viviamo e in cui vivranno i nostri giovani. Come avrebbe detto Giovanni Giolitti qui parafrasato, “portare a compimento detti diritti non è difficile, è inutile”. Aria, acqua, energia, boschi, aree da coltivare per un’alimentazione salutare, la salute stessa, rientrano tra Beni Comuni Materiali come quelli Immateriali, diritto all’istruzione, alla digitalizzazione, al lavoro, che subisce giorno per giorno evoluzioni verso appunto il digitale, l’inclusione di nuovi cittadini che daranno forza alla società del futuro prossimo. Temi così ampi e dispiegati a 180° da costituire forza per una rivoluzione soft, strisciante quando la coscienza di ciascuno si orienterà più verso il futuro della società piuttosto che quello di sé stesso.

target polmone!

di Aldo Ferrara. Target: il Polmone! Che diamine ha combinato questo diavoletto di pochi millesimi di millimetro? Immaginate la scena di un crimine. Decine di virologi, infettivologi, epidemiologi vengono chiamati a investigare su un omicidio. La vittima è un uomo, razza bianca, molto anziano, ma ben messo in complessione, per nulla denutrito e ben vestito. Reca i segni di un certo e relativo benessere, pensionato ma di rango, quasi sicuramente fumatore e forse bevitore, oppure ex operaio addetto a lavori a rischio ad esempio edile, metalmeccanico, addetto in qualche fonderia o industria pesante. Quello che con un acronimo preso in prestito dagli americani chiameremo WAPUF, White, Aged, Polluted, Urban Fat. La nostra storia non tratta di emarginati, ma dell’uomo di ieri nella città di oggi. Gli investigatori trovano le pallottole, piccole sfere di virus con acuminati spikes, le trovano dappertutto e le immaginano nel corpo della vittima. È così. Il corpo ne è pieno. Cosa è successo si chiedono gli investigatori che discettano sulle proprietà del proiettile dimenticandosi le sue intenzioni. In realtà i proiettili hanno attraversato- lo si capirà dopo- naso, bronchi grandi e piccoli come fossero canne di un fucile e hanno raggiunto il vero obiettivo risparmiando i bronchi e spesso anche il polmone. Già quale era il vero obiettivo? Mirare al cuore! Eh sì il virus ha colpito il circolo polmonare, voleva uccidere non ferire.