Nata a Calascibetta il 26 giugno del 1964, Maria Giordano ha vissuto ad Enna sin dalla più tenera età. Ha cominciato a studiare pianoforte all’età di sei anni con il Maestro Giulio Coppo e ha poi proseguito presso il Conservatorio V. Bellini di Palermo, dove si è diplomata nel 1984. Inseritasi subito nel mondo della scuola come insegnante di musica, ha affiancato all’attività didattica l’attività artistica. Per coltivare la sua passione per la letteratura si è iscritta alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, presso la quale ha conseguito la laurea in Lettere nel 2000. Ha quindi approfondito non solo gli studi letterari, ma anche quelli musicologici presso l’Istituto di Storia della Musica dell’Università di Palermo. Ha insegnato pianoforte per diversi anni nei corsi ad indirizzo musicale della scuola secondaria di primo grado. Attualmente insegna Storia della Musica presso il Liceo Musicale di Enna.

 


Il Libro di Maria

 

Pietro Antonio Coppola – operista siciliano dell’ottocento

 

La monografia su Pietro Antonio Coppola nasce dall’approfondimento degli studi fatti sul melodramma italiano dell’Ottocento e sull’importanza che esso ha avuto nella storia non solo musicale, ma anche sociale e culturale del nostro Paese. I capolavori dei grandi autori, Bellini, Donizetti e Verdi che sono giunti fino ai nostri giorni costituiscono infatti solo una parte della grande quantità di lavori prodotti nel diciannovesimo secolo. Coppola, appunto, fa parte di quel folto numero di musicisti che dopo due o tre opere di successo dovettero ripiegare sull’attività di insegnamento o di Maestro di cappella, oppure trasferirsi all’estero. Dopo il grande successo che La Pazza per amore riscosse nel 1835, Coppola riuscì a fare rappresentare (con grande difficoltà) le sue opere soltanto fino al 1847; poi anche lui, come tanti altri autori minori, venne travolto dalla crisi politica ed economica del 1848. Nel 1850 si trasferì a Lisbona, dove le sue opere, messe in scena al Teatro San Carlos, ebbero il successo che non avevano riscosso in Italia. Ritornò a Catania solo nel 1865 per rimanerci fino alla morte avvenuta nel 1877. Il volume offre, oltre alle notizie biografiche che l’autrice ha ricostruito basandosi anche sulle lettere che Coppola scrisse all’amico Bartolomeo Maumary (delle quali vengono riportati alcuni stralci), un’approfondita analisi sia dal punto di vista drammaturgico che musicale de La Pazza per amore, nonché una sintetica analisi delle opere minori. In appendice sono riportati diversi articoli pubblicati dai giornali del tempo che, oltre a darci un’idea del riscontro che le opere di Coppola ebbero presso il pubblico italiano di allora, costituiscono un interessante spaccato del mondo della cultura e del teatro nel secolo diciannovesimo.