Vito Giunta nasce a Enna nel 1968, dove vive con la moglie e i suoi tre figli. Consegue il diploma di Geometra. Nel 1987 parte per il servizio di leva: Albenga e poi Milano. Nel 1988 raggiunge la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato in Bolzano. Nel 1991 ritorna nella sua Città natìa. Nel 1998 Sasha, la sua cagnetta di razza Siberian Husky, muore di leishmaniosi lasciando un vuoto che lo scrittore riesce a colmare solo in parte quando le dedica un racconto che diventa libro nel 2000 con il titolo “Storia di Aghar”, edito dalla Casa Editrice “Gruppo Edicom”. La storia tratta l’abbandono degli animali. Sempre nel 2000 viene eletto Segretario Generale Provinciale del SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), carica che ricopre per dieci anni. Fondamentalmente schivo, riservato e timido, l’incarico sarà un’ottima scuola per aprirsi al dialogo. Nel 2002 inizia a frequentare l’ISSR “M. Sturzo” con sede a Piazza Armerina, per il conseguimento del titolo di Magistero, titolo necessario per essere ammesso come candidato al ministero dell’ordine sacro del diaconato e, contestualmente, partecipa alla formazione dei diaconi permanenti, presso la Curia. Alla fine del IV anno è costretto ad abbandonare l’intero progetto.  Nel 2005 la sua vita professionale lo porterà a contatto con i ragazzi delle scuole dell’intera provincia, mostrando loro una faccia della Polizia completamente sconosciuta: in qualità di Poliziotto di Quartiere tratterà vari aspetti della legalità. Nel 2013 decide di mettere a frutto gli insegnamenti che ha appreso, facendo parte dei catechisti della parrocchia della Mater Ecclesiae, diventando “traghettatore”, come lui stesso si definisce, per il raggiungimento dei sacramenti: consapevole che l’uomo è poca cosa, si affida all’azione dello Spirito Santo. Nel 2017, complice la Festa del Libro organizzata dalla scuola frequentata dai suoi figli, matura la voglia di riproporre il suo scritto, meritevole, secondo lo stesso autore, di una seconda occasione e, grazie all’Editore della Casa Editrice “Euno Edizioni”, realizza l’idea di ripubblicare il racconto con il titolo “Aghar”, in occasione dell’VIII Edizione della Festa del Libro e della Lettura. Una chiacchierata con la Responsabile provinciale dell’OIPA si trasforma in un vero sodalizio. L’autore, infatti, condividendo il progetto “Palle di Pelo” devolverà parte dei suoi diritti per la costruzione di un rifugio per animali.

 


Il Libro di Vito

 

Aghar

Cosa può succedere a un cagnolino abbandonato? La perdita e la durezza della vita randagia, la tenacia e la forza di chi non si rassegna. “Aghar” è la grande storia di amicizia che lega due cuccioli: un cane e una bambina. Si svolge attraverso le terre sicule, dove Aghar, un cucciolo di Siberian Husky, durante un forte temporale, viene abbandonato. Ritrovare la sua piccola amica, da qual momento, diventa lo scopo della sua vita. Immerso nella natura troverà la forza di sopravvivere grazie all’incontro di nuovi amici: Aldo, la donnola; la dolce Maria e la preziosissima Aquila del Bonelli che, insieme ad altri amici, non lo lasceranno solo, ma lo aiuteranno nell’affannosa ricerca della verità.