di Paolo Di Marco. Correva il settembre del 1965 quando l’allora sindaco Giovanni Rosso consegnò alle stampe il primo numero della rivista Henna. Il bimestrale del Comune di Enna che per anni accompagnò l’attività dell’ente offrendo risalto alle spinte culturali della città. Nacque quasi battendo la ritirata. Nel suo primo numero, infatti, si autodefinì “un notiziario statistico” senza evidenziare, con rispettosa modestia, il vero tratto che l’accompagnerà in ogni uscita: una identità culturale ben precisa. Tutte le pubblicazioni, che per anni e anni si sono sommate, sono state la pregnante testimonianza che la rivista si è sempre proposta quale strumento comunicativo culturale, forte ed importante, del Comune. Fin dal numero zero, enumerazione precedente alla registrazione della testata in Tribunale, fu chiaro alla comunità ennese che Henna ridimensionava la distanza esistente fra il singolo cittadino, la comunità e l’Istituzione. Il primo battito d’ali si levò su un avvenimento storico per la città, la visita del presidente della Repubblica Italiana Antonio Segni. Toccò a Vito Cardaci, professore, consigliere comunale di lungo corso e sindaco per diversi anni nonché apprezzato educatore e convinto sportivo, guidare la prima stampa della rivista. Segnò con inchiostro indelebile la mission editoriale del Comune: “La nostra rivista vorrà essere uno strumento, non solo d’informazione, che possa penetrare in ogni ambiente e stabilire un rapporto di fruttuosa e diretta collaborazione tra amministratori e amministrati.” Con lui eccellenti firme: l’ex presidente della Regione Giuseppe D’Angelo, il celebre scrittore di gialli Franco Enna, al secolo Francesco Cannarozzo, e altri ancora. Della stampa se ne occupò la tipografia Tea-Italia di Palermo mentre l’editore fu Gigi Fazzi. Dopo l’uscita del primo numero la rivista si fermò per circa un anno. Dovette indossare la fascia tricolore il sindaco Michele Lauria, 1980, affinché Henna potesse diventare una vera colonna portante del Municipio ennese ed ottenere una tiratura regolare. La direzione dell’organo passò al giornalista Giuseppe Fiammetta. Nel suo saluto ai lettori Lauria scriveva: “Henna vuole essere il naturale tramite fra amministratori e amministrati” perché “come il Comune appartiene a tutti.” Concludeva ricordando che la rivista “intende registrare una visione comunitaria e partecipativa.” Per anni, fino al 1993, pur con primi cittadini diversi, le pubblicazioni continuarono segnate da una densa missione municipale: raccontare la vita del capoluogo più alto d’Europa, la sua attività culturale, politica e sociale. Una nuova stasi, però, ne frena il cammino. È il sindaco Antonio Alvano, 1996, che punta con decisione sulla rinascita della rivista Henna affidando l’incarico di direttore responsabile al giornalista Giuseppe Algozzino. Alvano nel suo editoriale segnalava con nitidezza la linea: “…la rivista intende stabilire una comunicazione diretta con i cittadini, un canale d’informazione non mediato.” Passano due sindacature e la fascia tricolore va a Rino Ardica il quale crede nel periodico ma caparbiamente lo vuole più impegnato, ma anche più giovane, più bello, più accattivante. Chiama un nuovo direttore responsabile; ritenne che fra i tanti colleghi ennesi il sottoscritto poteva essere il giornalista giusto per il difficile quanto entusiasmante incarico. Di questa sua scelta gliene sarò sempre grato per la stima espressa nei miei confronti e ancora oggi continuo a ringraziare Rino Ardica per l’immenso onore che mi ebbe a tributare. Con poche ma precise parole ribadì la voglia di incanalare la rivista nel tradizionale impegno culturale e istituzionale regalando al contempo alla città una pubblicazione con una veste nuova. Nell’editoriale Ardica fu assolutamente preciso: “La rivista vuole essere uno strumento di divulgazione delle attività del Comune e punto di riferimento per la crescita culturale della nostra Città.” Henna venne trasformata nella grafica, abbandonò il bianco e nero e diventò a colori. Prese possesso di una dimensione tipografica, a detta di molti, affascinante. Copertine a tutta pagina; fasci di colore che si alternavano per staccare gli argomenti tenuti assieme, però, dal tradizionale e mai esaurito percorso iniziale. In quelli che furono gli ultimi numeri della rivista i contenuti davano luce ai programmi e alle realizzazioni dell’amministrazione tenendo sempre stretto lo stesso caposaldo, un più robusto legame tra comunità/città e Istituzione. Il 2003 donò un listato nero agli enti locali, la crisi economica da strisciante divenne fragorosamente distruttiva. Il Comune non ebbe più la forza di sostenere un tale sforzo editoriale e il blocco delle pubblicazioni fu inevitabile. La crisi economica e forse anche le nuove tecnologie, che in quegli anni cominciavano a fare capolino, misero fine ad un’esperienza editoriale bella, coinvolgente e apprezzata. Un’esperienza che aveva voluto segnare, e segnò, la voglia di comunicare il lavoro fatto dentro il palazzo, la spinta culturale e sociale di una comunità in relazione a quanto avveniva ogni giorno dentro il perimetro cittadino. Paolo Di Marco, già direttore responsabile rivista Henna

 


Le riviste del Comune di Enna (dal 1965 al 2003)