Carmelo Percipalle vive e lavora a Enna come psichiatra. Ha vinto il premio Mario Tobino per la poesia nell’anno 2002 con sillogene dal titolo “Il respiro del tempo” pubblicata nell’anno seguente da Fermenti Editore. Nell’anno 2009 ha pubblicato una monografia per Riza Scienze, sull’aiki training dal titolo “come risvegliare l’energia vitale”. Nell’anno 2011 ha pubblicato “Sai chi sei”, introduzione alla psicosintesi differenziale edito da Euno Editore di Leonforte. Nell’anno 2015 ha pubblicato in autopubblicazione per Youcanprint.it il romanzo “Le fragole degli dei”. Ha pubblicato circa 30 articoli su vari argomenti scientifici e saggi su riviste di psichiatria, psicosintesi e arti marziali. Per contatti con l’autore: 3396066330 – e mail: karmapa54@gmail.com – web: www.carmelopercipalle.it
I libri di Carmelo

di Anna Eleonora Cancelliere. A distanza di circa venti anni l’Autore si ripropone una sua seconda pubblicazione, “Respiri di Tempo, Amore e Bellezza”. ln essa sono comprese sia la prima Silloge sia questa nuova, dal titolo “Effluvi di Bellezza e Amore”. Come dal “respiro” poetico si generano “effluvi” di idee, di emozioni e flussi di parole speciali, così nelle due Sillogi l’animo del poeta trasmuta in un’avanzata emigrazione spirituale, superando i solipsistici arroccamenti difensivi e proiettandosi verso una dimensione libera, ancora più eccelsa ed accentuata, già evidente nell’uso del linguaggio poetico, ora divenuto maturo e ricercato.

Karol, Janet, Vinas e molti altri personaggi ancora in un romanzo psicologico ambientato in una Sicilia «densa di significati esoterici, mistici e anche di matrice squisitamente criminale», dove la conoscenza e la pratica delle arti marziali giapponesi fa da sfondo a una trama che si snoda su rivoli diversi, intrisi di cultura orientale, miti, demoni, violenze antiche e vendette attuali.

Al Chul è il nome del demone dell’alcolismo, il termine alcol, infatti deriva dal suo nome di origine araba che indica una sorta di nebbia mentale. ln questo dramma grottesco il demone dell’alcolismo rischia di essere licenziato da Satana, il suo capo, che lo accusa di non causare abbastanza sofferenze all’umanità. Per questo motivo Al Ghul organizza la sua ribellione assieme ai suoi figli: i demoni delle dipendenze tossiche. Questo dramma sottende una feroce satira che coinvolge lo stesso Satana e, infine, evidenzia il ruolo dell’essere umano quale reale creatore dei suoi demoni. La scena finale propone l’elemento femminile, materno, che riesce, sorprendentemente e in maniera efficace, ad opporsi alle trame demoniache che vorrebbero distruggere ogni componente positiva umana.





