Fabrizio Pulvirenti, medico infettivologo di Catania, 62 anni lo scorso 18 maggio, ha iniziato la propria attività clinica oltre trent’anni fa dedicandosi alle malattie infettive fin dai tempi dell’università e da oltre vent’anni cittadino ennese. Specializzato in Malattie Infettive nel 1999 nell’Università di Catania, è stato dirigente medico a Lecce, all’Ospedale Cannizzaro, all’Ospedale di Enna ed ha diretto le Malattie Infettive di Agrigento. Dal 2022, è direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive di Gela, in provincia di Caltanissetta. Nel corso dell’epidemia CoViD è stato consulente per l’IRCCS “Oasi” di Troina dove ha collaborato con le forze armate (Esercito italiano e Marina Militare italiana) per il contenimento del contagio nella struttura di alta specializzazione dedicata alla cura delle disabilità. Nel 2014, nel corso di una missione con Emergency, è stato il primo italiano a essere contagiato dal virus Ebola e, dopo la guarigione allo Spallanzani di Roma, ha scritto per Feltrinelli una memoria della propria vicenda. Ha collaborato con Gino Strada e Roberto Satolli alla stesura di Zona Rossa, edito sempre da Feltrinelli. Nel 2018 ha pubblicato un pamphlet dal titolo “La crisi del Sistema Sanitario Nazionale” e, nel 2022, “SSN, Game Over”. Ha ricevuto nel 2015 la “Candelora d’oro”, massima onorificenza della Città metropolitana di Catania; la Cittadinanza onoraria della Città di Valmontone (Roma) e della Città di Piazza Armerina; è stato nominato nell’ottobre 2015 “medico dell’anno” dalla Scuola Medica Salernitana (la più antica scuola di medicina italiana) e nell’ottobre 2016 ha ricevuto la Medaglia d’oro dalla Società Italiana di Medicina Interna. È stato, infine, insignito del titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
I libri di Fabrizio

di Beatrice Lorenzin. Ci sono libri che parlano di sanità dall’alto delle istituzioni e altri che lo fanno dal basso, dalla trincea quotidiana dell’assistenza, della cura, della fatica. E Dio ci salvi da chi guarda alla sanità solo con occhi economicistici, alla prevenzione come a un costo, e alle straordinarie opportunità di cura come a un diritto subordinato ai saldi invariati. Se ci sono le risorse, bene; altrimenti si rinvia. Quella di Fabrizio Pulvirenti è la riflessione di chi, da medico, ha vissuto il Sistema Sanitario Nazionale con intensità rara, in contesti di frontiera come le emergenze internazionali e nella quotidianità dei reparti italiani. Ed è proprio da quella duplice prospettiva che emerge un messaggio potente: se il nostro SSN riesce ancora a garantire risposte in molte situazioni, lo deve soprattutto alla dedizione degli operatori. Ma questo non basta più; è cambiata l’epoca ed è cambiata la generazione. Dobbiamo calarci in dinamiche sociali diverse e riuscire a raccontare nuovamente la dimensione vocazionale della medicina. Conobbi Fabrizio in circostanze drammatiche, quando venne rimpatriato dopo aver contratto Ebola in Africa. Quell’episodio dimostrò quanto il nostro sistema, se ben coordinato, possa essere straordinariamente efficiente: il Ministero, l’Istituto Spallanzani, AIFA, la Regione Lazio, i medici, gli infermieri e le strutture coinvolte si mossero come un corpo unico…





