Maria Schepis è nata e vive ad Enna. per molti anni docente di Lettere, ha dedicato e dedica particolarmente attenzione alle questioni giovanili. Nutre interesse per le problematiche umane e sociali. La sua prima produzione scritta è costituita dalle fiabe create per i propri figli, poi punta l’attenzione sulla condizione femminile, tema in verità che le è stato sempre caro. Con la prima raccolta poetica “Donne di Kabul” , ottiene una menzione d’onore nell’edizione 2002 del Premio nazionale Cerere-Henna, indetto dalla Fidapa di Enna. consegue lo stesso riconoscimento con le raccolte “Dolore” (2007) e “Occhi di lavanda” (2015). Col racconto “La valigia dei racconti” vince il secondo premio per la narrativa nell’edizione 2015 del Premio “Dacia Maraini”, indetto dalla Fidapa di Calascibetta. Solitudine, dolore, incomunicabilità sono i sentimenti che predilige sviscerare, a fronte di una personalità esuberante che la fa amare l’arte in tutte le sue forme, la natura, i viaggi, la gente. Scruta con intuito e sensibilità l’animo umano. Sempre più convinta che solo una rinnovata umanità potrà affrontare le insidie di una epoca inquietante come la nostra. Questo romanzo è la prima pubblicazione singola: una sfida, una analisi senza veli di due anime schiacciate da insostenibili silenzi.

 


Il libro di Maria

 

Un’invisibile barriera

di Tiziana Vaccaro. “E’ il racconto di due ‘reclusi’, spiriti ingabbiati in silenzi e preconcetti, nati al buio della solitudine interiore. Ognuno dei protagonisti crede che sia l’altro a chiuderlo in una trappola e cerca, disperatamente, una chiave che apre la porta a una verità che sa a priori che non gli potrà piacere. In modi diversi, Ugo e Valeria progettano una fuga e tentano di accendere una luce sul loro vuoto di emozioni e sentimenti. Riusciranno solo dopo un percorso tortuoso, fortunatamente ricco di incontri e scontri con persone vere e aperte alla vita, a ritrovare l’unica via che conduce davvero verso la libertà: l’accettazione di se stessi e dei propri limiti, la necessità di perseguire i propri ideali e non quelli che altri confezionano addosso, il bisogno di ritrovare la voglia di vivere e di rimettersi in gioco. L’autrice, attraverso i dialoghi interiori e con una narrazione a specchio, piena di ritmo avvolgente, racconta le vite dei protagonisti in modo parallelo, curando che i quadri descritti siano sempre ben definiti e netti. Ne scaturisce una storia non comune, originale nella trama e nei percorsi a spirale della costruzione dei personaggi. Forte, anche più della volontà, il destino che allontana e avvicina i due coniugi, come una calamita che attira a sé l’opposto, ma alla fine non sono la fisica e le sue leggi a determinare le scelte, ma il ritrovato coraggio di un cuore sensibile a vivere di nuovo”.