Mario Termini, nasce ad Asmara, Eritrea, 1943. Consegue il diplomato presso l’Istituto d’Arte di Palermo. di seguito insegna materie artistiche presso gli Istituti Superiori ed Inferiori di Enna, dove attualmente vive e continua ad incidere con la sua passione artistica.

 


Le memorie di Mario

 

Visiona le memorie di Mario

 

di Vittorio Ugo Vicari – Storico dell’Arte. Lo scopo alchemico della lumaca.

Le opere che egli ha prodotto negli ultimi cinque anni, la qual cosa le rende omogenee per lingua, materia a produzione artistica di Mario Termini è primariamente scultorea. In questa sede sono presentate le e tecnica. Non siate indotti a pensare per questo che si tratti di un nucleo modulare e ripetuto; per molteplici ragioni esso è invece vario, vibratile, in continua evoluzione. Un’evoluzione che non è soltanto tecnica e stilistica, ma riflesso tormentato del periodo di vita forse più difficile per l’autore. Questo quinquennio ha dunque il valore di un’opera prometeica. Ciò che stupisce maggiormente è sapere che la reazione dell’artista alle traversie della vita non conduce verso un incupirsi della materia, come sovente accade all’uomo se posto di fronte al dolore. Chiaro, c’è un’oscura tristezza che corrisponde alla fase più dolorosa della sua esistenza e si risolve nel passo strisciante di una lumaca; ma quell’incedere a fatica finisce per rimarcare la necessità di andare avanti malgrado le difficoltà, pure lentamente, ma con una forza inaspettata, metamorfica, impensabile ai più. Ricorre il tema del mascheramento, metafora palpabile dell’inganno perpetrato ai danni di se stessi e degli altri, ma è qualcosa che in anticipo preconizza una verità rivelata dal tempo: un nascondimento che duri il tempo necessario perché il vero si annunci. La sua ultima ricerca è rivolta, invece, alle mani, perché? Le mani lavorano, abbracciano, stringono talvolta in modo soffocante, sono ingannevoli anch’esse – nel corpo a corpo tra due falsi amanti, nel blandire dell’adulante – ma anche supplici e speranzose, metafora di un’articolazione che Termini considera in tutto necessaria, perché articolare è verbo intimamente legato al gesto, ma anche e soprattutto alla vita. Altro aspetto che mi preme sottolineare in questo breve contributo, è il fatto che Mario Termini ha una carriera di scultore per se stesso, indubitabilmente come molti; ma soprattutto è espressione di un’attenzione continuata nel tempo per l’arte pubblica monumentale. Il dato non è indifferente, esso chiama in causa la responsabilità civile dell’artista e s’incardina in una significativa tradizione italiana che dal Rinascimento in avanti ha improntato l’urbanistica e l’estetica della città. Il centro del consesso sociale è, nella lezione umanistica, la piazza, la fontana, l’acqua ed il complesso d’immagini simboliche, allegoriche, storiche che vi gravita attorno, rese manifeste dal monumento in bronzo, in pietra, etc. Un retaggio classico greco e romano che si riafferma in Italia e nel mondo come statuto civile, sentimentale (nel senso patrio del termine) e politico. Mario Termini ha colto in più di un’occasione la sfida, dedicandosi con passione non comune all’arte monumentale di committenza pubblica e privata. Lo ha fatto anche in veste di organizzatore, cercando di promuovere – non senza fatica e con alterne fortune – la scultura monumentale in provincia di Enna. Ma sono lontani i tempi dell’epica tardo risorgimentale che infiammava i cuori di amministratori e cittadini al solo valore repubblicano di Euno il ribelle. Oggi a malapena si convince l’ente locale alla spesa per l’arredo urbano ed è in quest’ultima accezione che il monumento scultoreo purtroppo si afferma, se si afferma, quando si afferma. Non cito le opere di datazione più alta, maggiormente note, ma i ritratti che legano intimamente il sentire dell’autore al tema della giustizia: i busti dedicati ai giudici vittime della mafia Angelo Rosario Livatino (1952-1990) e ad Antonino Saetta (1922-1988), Caltanissetta, Palazzo di Giustizia, Aula magna, 2015; una giustizia che egli insegue da tempo non solo come cittadino democratico, ma anche come uomo. Sempre nell’ambito dell’arte pubblica monumentale, negli ultimi anni Termini ha percorso vie internazionali, affermando la sua opera in diversi simposi: a Penza (Russia) nel 2010 e 2012, ad Uzerche (Francia) nel 2011; a Saariselka (Finlandia) nel 2014 e nel 2017. Le sculture che ne derivano si staccano dagli affanni della vita quotidiana e, così lontane da casa, assumono un respiro che l’autore ritroverà, nella sua terra natale, solo nelle prove più recenti. Mi piace segnalare due legni di grande respiro, integralmente nordici per materia ed espressione: cariatidi che egli scolpisce in Lapponia. In esse s’incarnano l’epica e la favolistica popolare scandinavi, con il loro pleroma di fate, elfi, divinità sub polari dal candore boreale. Nella produzione più recente, dicevamo, tutto tende verso l’alto e la materia rischiara; ricominciare, raggiungere il confine, trasformare sono le parole d’ordine degli ultimi anni. La lumaca ha raggiunto il suo scopo alchemico: con un grande saluto al passato può ora volgere gli occhi verso le nuvole, nelle grazie di uno sguardo femminile, verso il divino.

 


Il Palmares di Mario

 

Nel 2019 ha scritto e pubblicato le sue memorie artistiche. Dal 1960 ha partecipato ininterrottamente a molte mostre collettive nazionali ed Internazionali. Parecchie sono state le sue mostre personali. Sue principali opere scultoree sono: 1993 Ambone in bronzo per la chiesa di S. Tommaso, Enna; 1994 Monumento in bronzo detto “il Cristo della montagna”, Cesarò (ME); 1998 Fontana monumentale in marmo e bronzo dedicata a Ruggero II d’Altavilla, Calascibetta (EN), Piazza Umberto I; 2003 Fontana monumentale in pietra e bronzo intitolata “Le tre sirenette”, Enna, Piazza S. Tommaso; 2005 Busto in bronzo del Giudice Rosario Livatino, Enna, Palazzo di Giustizia; 2007 Scultura in bronzo e ferro intitolata “Dentro il cerchio”, Innsbruck (Austria); 2009 Campana in bronzo per la Chiesa di S.M. degli Angeli, Enna; 2009 Scultura in resina e marmo intitolata “La famiglia”, Enna; 2009 La piccola Demetra. Resina e polvere di marmo, Enna; 2010 Due cariatidi in bronzo, Villarosa (Enna); 2010 S. Lucia, Scultura, Villarosa (Enna); 2014 Monumento in bronzo dedicato a Proserpina, Haz Zebbug, Malta; 2014 Scultura in bronzo dedicata ai Giudici Antonino Saetta e Rosario Livatino, Caltanissetta, Palazzo di Giustizia; 2015 Monumento in bronzo dedicato a Nonna Adelina, Villarosa, Enna; 2016 Monumento in bronzo dedicato alla Signora Lucia, Castrofilippo, Agrigento; 2017 Monumento in bronzo dedicato alla sig/ra. Nicoletti, Castrofilippo, Agrigento; 2017 Monumento dedicato a Sebastian Savoca, Enna; 2008 ha partecipato al Simposio d’arte di Motta Camastra (ME); 2009 ha partecipato al Festival internazionale di scultura in ghiaccio, Cortina d’Ampezzo (BL), primo premio; 2010 ha partecipato al Festival internazionale di scultura in ghiaccio, Cortina d’Ampezzo (BL), primo premio; 2011 ha partecipato al Simposio internazionale di scultura, Penza, Russia; 2011 ha partecipato al Simposio di scultura in pietra, Uzerche, Francia; 2012 ha partecipato al Simposio internazionale di scultura, Penza, Russia; 2014 ha partecipato al Simposio internazionale “Arctic Arts Week”, Saariselka, Finlandia; 2017 ha partecipato al Simposio internazionale “Arctic Arts Week”, Saariselka, Finlandia; Nel 2010 è stato ideatore e direttore artistico del primo Simposio di scultura in pietra Federico II, Enna; Nel 2011 è stato ideatore e direttore artistico del secondo Simposio di scultura in pietra in occasione del 150° dell’Unità d’Italia. Nel 2017 ideatore e direttore artistico del 3° Simposio di scultura e pittura 150 artisti per la regione Sicilia. Ancora in corso di realizzazione. Le sue opere si trovano sparse per il mondo in musei pubblici e collezioni private ad oggi ha realizzato più di seimila opere di scultura, pittura e grafica; La sua opera di scultura è recensita su riviste nazionali ed internazionali; Molte delle sue opere sono in collezioni pubbliche e private nazionali ed internazionali; Attualmente è Membro – A I E S M – (Monumental Sculpiture Eventis International Association); Socio e consigliere del Club per l’ UNESCO di Enna; Socio F A I Fondo Ambiente Italiano. http://www.marioterminiscultoresiciliano.it