Anna Vasquez è avvocato e docente di discipline giuridiche ed economiche. Ha collaborato per diversi anni con il giornale “La Sicilia”. Ha ricevuto il premio speciale della giuria nel Premio internazionale di poesia “Nuove lettere” indetto dall’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, con la silloge “Fiori nel deserto”. Vive ad Enna insieme ai suoi tre figli.

 


I libri di Anna

 

Il romanzo è stato premiato nel   concorso letterario “urbe  parthenicum” 2015 e nel concorso  sempublishing 2016

Il romanzo è ispirato a fatti realmente accaduti nella Sicilia del dopoguerra e, precisamente, dal 1949 al 1952 a Troina, piccolo paese dell’entroterra siciliano, durante la costruzione di una colossale opera di ingegneria: la diga Ancipa. Si esplorano le trasformazioni socioeconomiche e culturali determinate da un evento esterno e straordinario rappresentato dall’arrivo in un paesino economicamente arretrato e culturalmente chiuso di un ingente flusso di denaro e di una moltitudine di gente proveniente da tutta Italia. La storia si sviluppa su due piani: uno corale, in cui sono narrati i momenti salienti della costruzione della diga: l’inaugurazione, la nascita del movimento sindacale, la “contaminazione” fra due culture diverse, quella operaia del nord e quella contadina del sud, gli scioperi per tutelare i propri diritti, la crisi di una borghesia agraria che stenta a trasformarsi e, momento centrale del romanzo, da cui deriva appunto il titolo: la tragedia alla galleria (la quarta finestra) che ,invasa dal grisù, causa la morte di ben tredici lavoratori, che sacrificano la loro vita in una tragica gara di solidarietà ed eroismo. L’altro livello del romanzo, che si intreccia col primo, narra le storie d’amore fra alcuni protagonisti: quella spezzata dalla tragedia nella galleria fra Marcello e Marisa ,coppia proveniente da Milano e trasferitasi a Troina per la costruzione della diga, quella che modifica la vita di Franco, geometra genovese e Stella, ragazza del luogo, che concludono felicemente il loro rapporto amoroso con il matrimonio, quella finita tragicamente fra Eleonora, figlia milanese del direttore dei lavori e Filippo, figlio di un proprietario terriero locale. Un microcosmo palpitante di amori, dolori, gioie e lutti che diventa metafora della vita, dell’Italia che vuole rinascere dalle macerie della guerra, di una comunità che come neofita sperimenta in modo poco ideologico la militanza politica e sindacale. Sullo sfondo vi è pur sempre una Sicilia bellissima nei paesaggi, ricca di opportunità ma avara nella capacità di coglierle, aspra e nello stesso tempo generosa, una Sicilia con tutte le contraddizioni, le speranze, il pessimismo e la voglia di riscatto che da sempre la caratterizzano e ne fanno una terra “unica”.

Fiori nel deserto